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Il rappamuffin del Randagiu Sardu, suona dalla terra Sarda
03 Luglio 2012 - CCN Redazione

Ma quanto è bravo Randagiu Sardu! Aspettavamo con curiosità l’uscita del suo terzo lavoro discografico dopo gli ottimi “Io Randagiu Sardu” e Sighimì, e, lo diciamo subito, l’attesa non è andata delusa. “Rappamuffin , nuova produzione dell’attivissima Factory sarda Nootempo, scivola sul lettore e sprizza scintille che inondano l’aria di Hip Hop, Ragga, DanceHall, lasciandoti una sensazione di grande freschezza.

Come negli altri due album Randagiu accarezza molti generi musicali, ne lambisce i confini ma propone quel suo “Ragamuffin” originalissimo, che, almeno per quel che mi riguarda, ne fa uno degli artisti musicali più innovativi del panorama sardo. Del resto il bravissimo “Leone” Seddoresu pappa faa sa come scaldare l’atmosfera e Alessandro Sanna(in arte Quilo) è un direttore artistico che non sbaglia un colpo.



Apre il lavoro Pedronamì Terra ( dal quale è stato tratto il secondo videoclip del disco) , bel testo e sound corposo che lascia intravedere tutta la bravura “narrativa” di Randagiu. Già in questa prima traccia si vede la mano di Flavio Leoni “Ruido”, producer e rapper sulcitano che ha curato le musiche dell’album.

Segue la strumentale SKT Sonus de gherra che introduce a NordAfrica, testo duro e tagliente come la lama di un rasoio, che racconta delle ribellioni popolari che stanno cambiando il mondo. La quarta traccia introduce al primo brano scanzonato e divertente del disco, “Movvi Su Cuu”:ben costruito, di facile presa, si lascia canticchiare volentieri.

Più riflessive “Ya bolli bivvi”e la splendida “Tu sei il mio vento”, mentre  “Su Trumbullu” racconto di una rivolta popolare avvenuta nel 1881 contro il sindaco di Sanluri che verrà poi ucciso:la descrizione è minuziosa, il sound scorre via che è un piacere.

Più meditata nel testo “Deu seu biu”, e SKT fa da apripista a Fibai e Tessi. Questa canzone l’ascolto più volte e non mi stupisce che il videoclip di presentazione, curato dal giovane, bravo regista Roberto Pili, abbia superato le 30 mila visualizzazioni in pochissimo tempo.

Fibai e Tessi è allegria contagiosa, intarsio perfetto di musica e parole, adrenalina per far scattare un ballo , forse, insieme a S’Arrespiru del primo album, il brano più riuscito dell’intera discografia randagia. Spensieratezza in quel ritornello che ti ronza in testa e non ti abbandona più, ma anche spunto per una profonda riflessione sullo stato di salute della “nostra” Sardegna:argomento tanto caro a Randagiu e allo stesso Quilo, che ritorna frequentemente nei testi.



Bellissima la successiva title track Rappamuffin, che ben identifica il sound proposto dall’artista di Sanluri:rap e raggamuffim per ballare senza freni con un orecchio sempre attento al testo, mai banale.

Chiude il lavoro “Pobaa! Baddaz Riddim Version, che chiarisce(qualora ce ne fosse bisogno) la radice indipendentista di Randagiu. Che dire? Per quanto mi riguarda un disco vivamente consigliato, fresco, in perfetta sintonia coi tempi. Randagiu sa come scaldare i cuori, far muovere le gambe e nel contempo agitare i neuroni.

Da sottolineare l’operazione messa in campo dalla nootempo, sempre impegnata in una politica di contenimento dei prezzi dei dischi e della diffusione della musica Libera, assieme al nuovo album  Rappamuffin, disponibile anche on line mandando una semplice mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , sono allegati (in mp3 nella sezione multimediale) anche i primi due lavori de Su Randagiu (io randagiu sardu e Sighimì): una mossa intelligente, soprattutto in tempi di profonda crisi economica.

Recensione a cura di Pierpaolo Fadda
credits foto: robertopili.it

 

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